COME GESTIRE LO STRESS

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Il mercato attuale cambia e si modifica rapidamente. In qualsiasi ambito lavorativo siamo obbligati a ritmi frenetici, risposte immediate ed una elevata mole di attività da gestire. È un dato di fatto ed è difficile sostenere il contrario.

Ti svegli presto la mattina e il primo pensiero va agli infiniti task che hai in agenda per la giornata. Ti concedi giusto pochi minuti per riprenderti dal torpore del sonno ed immediatamente metti in moto la tua macchina biologica, partendo come una Formula 1, senza darle nemmeno il tempo di scaldarsi adeguatamente. Se sei un imprenditore, un manager o un libero professionista, sai benissimo di cosa parlo: c’è un budget aziendale da raggiungere, il trimestre da chiudere, un report da consegnare in tempi brevissimi. E poi il tuo team da coordinare e gestire nel migliore dei modi, una pianificazione accurata da portare avanti, cambiamenti improvvisi che cadono dall’alto come macigni pesantissimi. Il mercato non aspetta.

Tutto va gestito con la massima attenzione, accuratezza ed energia possibile.

Vai sempre più veloce senza renderti conto che anche una Ferrari per vincere deve rallentare, entrare ai box, fare il cambio gomme e ripartire più veloce e scattante di prima.
Quel rallentare e passare dai box che a volte dimentichi del tutto, o che attui solo una volta all’anno, quando ti concedi la settimana di ferie (magari con la testa ancora al lavoro), trovandoti nella migliore delle ipotesi a dover fare i conti con il tuo corpo che alza bandiera bianca e ti dice:

“caro mio, o ti dai una regolata, oppure ti faccio pagare un conto molto salato… e stavolta non per l’IVA, l’IRPEF o le imposte in generale…”.

Non ci rendiamo forse bene conto che lo stile di vita nel quale siamo immersi è spesso nocivo per il nostro benessere psicofisico. Provoca stress che se sottovalutato rischia di causare seri problemi.

Ormai numerosi studi scientifici hanno ampiamente dimostrato come lo stress sia una delle cause principali che depotenziano il sistema immunitario dell’organismo, esponendolo più facilmente a malattie che normalmente vengono contrastate dal sistema immunitario stesso.

Una ricerca effettuata nel 2007 dall’European Agency for Safety and Health at Work suggerisce che i costi complessivi per i datori di lavoro britannici causati da stress ammontano a € 1200 per dipendente all’anno. Di questi € 400 (32,4%) sono dovuti ad assenteismo, € 710 (58,4%) a presenteismo e € 105 (9,2%) al turnover del personale.
Evidenti sono le perdite di produttività e fatturato che ne conseguono.

 

Ma cos’è esattamente lo stress?

 

Riporto una definizione, secondo me molto precisa, del Dottore in Medicina e campione di Apnea Mike Maric.

Lo stress è la risposta biochimica con cui il nostro organismo, producendo l’ormone chiamato cortisolo, risponde a uno stimolo più o meno violento di diversa natura ed entità (microbica, tossica, fisica, termica, traumatica, chimica, emozionale).
Prima di tutto, dobbiamo distinguere due forme di stress: uno positivo, chiamato eustress, che ci fa «sentire le farfalle nello stomaco» e generalmente è uno stress buono, sano, performante; e uno stress negativo o distress, che invece risulta essere distruttivo.

 

Quindi esiste anche uno stress buono (positivo) che ci prepara per ottenere una performance eccellente nell’attività che ci accingiamo a fare. Riguardo quello cattivo (negativo) invece bisogna assolutamente correre ai ripari. Se nel primo caso la nostra biologia ci viene in aiuto, nel secondo non è ancora pronta per stare al passo con i ritmi frenetici dei tempi moderni.

Infatti l’iperproduzione dell’ormone cortisolo, oltre ad abbassare i livelli del sistema immunitario e alterare il metabolismo basale, ha effetti dannosi anche sulla nostra mente e sulla nostra capacità di socializzare; nello specifico:

  • rallenta la capacità di memorizzazione e di concentrazione
  • influenza negativamente la gestione dei rapporti interpersonali
  • altera la propria emotività

 

È facilmente immaginabile come questi effetti possano portare a conseguenze negative per ciò che concerne la nostra vita lavorativa (e non) e per i risultati che vogliamo ottenere.

Quindi, che cosa può abbattere i livelli di distress?

 

La respirazione

L’atto più naturale che esista. Indispensabile per la sopravvivenza.

Se pensi che possiamo stare senza cibo per 15/20 giorni, senza acqua per circa 10 e senza respiro solo per pochi secondi, capisci quanto sia determinante la respirazione.

È appunto da questa meravigliosa funzione vitale che possiamo partire per praticare tecniche precise ed efficaci.

Come spiega Mike Maric nel libro La scienza del respiro: “Il respiro consapevole, così come viene chiamato nella tradizione yogica, è il primo passo per imparare ad ascoltare il proprio corpo, rimanere centrati su sé stessi, mantenere equilibrio e lucidità nei momenti difficili. La scienza ha recentemente descritto come la respirazione consapevole modula l’emozione, lo stato di eccitazione e lo stress: è stato infatti individuato un minuscolo gruppo di neuroni situato nella parte del tronco encefalico che controlla la respirazione e comunica direttamente con una struttura cerebrale coinvolta nelle risposte allo stress. La scoperta è di un gruppo di ricercatori della Stanford University, i quali hanno firmato una straordinaria ricerca pubblicata su Science che indubbiamente apre le porte allo sviluppo di nuove terapie contro gli attacchi di panico e altri disturbi legati a stati di stress.”

 

Quali tecniche utilizzare per fare prevenzione della “nostra Ferrari”?

 

Le tecniche di respirazione sono tra le pratiche più efficaci. Anche noi di Very Personal Consulting le utilizziamo su noi stessi, con gli sportivi e con i manager con i quali lavoriamo in consulenza e coaching. Esse permettono di far fronte agli eventi più stressanti della propria vita e del proprio lavoro e di utilizzare al meglio le potenzialità del corpo e della mente.
Tra le tante, eccone una molto utile, efficace e semplice; ideale per iniziare con la pratica.

La respirazione triangolare

  • poniti comodo sdraiato supino su un tappetino, gambe non incrociate, braccia sui fianchi, schiena ben appoggiata a terra. Oppure poniti su una sedia con schiena ben dritta, mani sulle gambe e piedi che toccano entrambi a terra.
  • concentrati sul respiro inspirando ed espirando solo dal naso.
  • dopo che hai portato la tua attenzione solo al respiro, comincia a contare 1, 2 e 3 per l’inspirazione e 1, 2 e 3 per l’espirazione.
  • Dopo una sequenza di 10 inspirazioni ed espirazioni consecutive, comincia ad allungare il tempo dell’espirazione fino ad arrivare al doppio del tempo di inspirazione. Es: Inspira contando fino a 3 e espira contando fino a 6.
  • Nella fase di inspirazione immagina di portare tutta l’aria nella pancia fino a gonfiarla. Nella fase di espirazione invece svuota completamente tutta l’aria sgonfiando la pancia.
  • Puoi anche allungare se riesci il tempo di inspirazione a 4, 5 secondi o anche oltre.
  • Se nell’espirazione non riesci ad arrivare al doppio del tempo di inspirazione non fa nulla. Importante che ti eserciti ad allungarlo un po’ fino ad arrivare al doppio.
  • Esegui la respirazione triangolare 5’ al giorno per 30 giorni.

 

Questa tecnica di respiro, come tante altre, se praticata con costanza e disciplina porta numerosi vantaggi e benefici, tra questi:

  • riduzione del battito cardiaco (migliora salute e longevità)
  • mente più calma e acuta
  • maggior senso di pace e tranquillità
  • riduzione di stati d’ansia e stress

 

Più gli atti respiratori sono lenti e profondi più otterrai beneficio. Puoi eseguire la tecnica anche più volte al giorno: al mattino, in pausa pranzo, alla sera. Non ci sono effetti collaterali, anzi più pratichi e meglio è.

 


Anche questa volta la responsabilità per gestire al meglio lo stress indotto dalla vita frenetica che facciamo è nelle nostre mani.

Non ci resta che iniziare a introdurre questa utile pratica per migliorare le nostre performance, rafforzare il nostro corpo e la nostra mente e trovare così il tanto desiderato equilibrio psico-fisico.

Oggi sempre di più nel mondo Corporate sono molte le aziende che attuano programmi specifici per incentivare la salute e il benessere dei dipendenti. I dati confermano l’efficacia di tali iniziative: maggiore produttività, calo di assenteismo, riduzione dei costi sanitari, soddisfazione dei lavoratori.

Un’ottima ricerca, oltre ai dati sopracitati, è: “Workplace Wellness Programs Can Generate Savings” 2010 – By Katherine Baicker, David Cutler, and Zirui Song.

Noi di Very Personal Consulting affianchiamo le società per supportarle in progetti di Well-being aziendale.

Se vuoi saperne di più scrivici a info@verypersonalconsulting.com.

Alessandro Belloni – Personal Coach