La Motivazione secondo Fabrizio

Il 20% di ogni cambiamento sta nel conoscere come – il restante 80% sta nel conoscere perché.

Oggi parliamo della tanto sentita e cercata motivazione.  Partiamo dalla sua definizione.

Cos’è la motivazione?

La motivazione è l’insieme di fattori dinamici che spingono il comportamento di un individuo verso una data meta. Più semplicemente: sono i motivi che inducono un individuo a compiere o tendere verso una determinata azione.

Possiamo identificare due tipi di motivazione:

  • Le motivazioni primarie. Come dice il dizionario, sono quelle tese al soddisfacimento di bisogni naturali e istintivi. Ad esempio la minzione (fare la pipì). Sono certo che quando vi scappa siete più che motivati nell’andare a farla.
  • Le motivazioni secondarie. Sono quelle che soddisfano bisogni di carattere sociale e culturale.

 

Presumendo che le primarie non ci diano grandi problemi o necessitino di ulteriori incentivi, oggi approfondiamo le motivazioni secondarie, ovvero il pane quotidiano nel mio lavoro.

È sempre più chiaro quanto la motivazione, o meglio la non motivazione, la sua mancanza o l’averne poca,  sia il vero  problema, nonché quello più frequente.

Spesso le persone si rivolgono a me chiedendo maggiore motivazione, per loro, per i dipendenti, per i figli, ecc. La mia risposta è sempre: “Quanta ne vuoi?” 1 etto? Un etto e mezzo?”. Mi chiedono “motivazione” come se io girassi con le tasche piene, pronto a distribuirne.

La realtà è che non esiste una formula segreta, una pozione magica scoperta da qualche guru, pronta da bere. Ognuno di noi è responsabile della propria motivazione e della sua demotivazione.

Quando suona la sveglia, ma non abbiamo voglia di iniziare la giornata, quando ci iscriviamo in palestra, ma andiamo 2 volte in un intero anno, quando sogniamo di diventare ricchi e famosi, imprenditori di successo, o semplicemente quando fissiamo – per l’ennesima volta – obiettivi che poi abbandoniamo, dovremmo iniziare a chiederci “ma cosa diavolo posso fare per generare motivazione?”.

È necessario arrivarci per gradi, rispondendo ad una serie di semplici domande:

Perché desidero quella determinata cosa?

Perché voglio/devo fare quell’attività?

Definire il perché sta alla base della motivazione.

Del resto lo dice anche la parola stessa MOTIV – AZIONE. Devo individuare i motivi che mi conducono all’azione, e questi devono essere chiari, ma soprattutto nostri e non imposti da altri, dai genitori, dagli amici, dai parenti o dalla società.

Inizia quindi prendendo carta e penna e rispondi ai tuoi perché:

Perché mi sono iscritto in palestra?

Perché stare in questa relazione?

Perché faccio questo lavoro?

Una volta elencati i tuoi dubbi e cercata una risposta ad ognuno, possono accadere 3 cose:

1. Continui a non capirci nulla. In questo caso puoi lavorare su altri elementi. I tuoi valori ed i tuoi talenti, la definizione di obiettivi più semplici, ecc.

2. Ti rendi conto che le tue risposte non sono sufficientemente valide e forti, comprendendo così che non è di tuo interesse perseguire quella determinata attività. In questo caso, lascia perdere, prenditi del tempo per capire cosa realmente desideri e cosa veramente ti motiva!

3. Scopri di avere un perché forte. Una motivazione valida, che magari era apparentemente nascosta nel tuo inconscio, ma che una volta compresa ti accende quella scintilla che mancava.

Possiamo quindi riassumere quanto scritto in poche semplici parole: se desideri motivarti per fare qualcosa di diverso rispetto a quello che stai facendo ora, cerca il perché, il motivo, lo scopo.

E come diceva Tony Robbins:

Il 20% di ogni cambiamento sta nel conoscere come – il restante 80% sta nel conoscere perché.

Fabrizio Rotta – CEO & Founder