Domande da olimpiade di Rio (sotto l’ombrellone)

Spiaggia

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Non sono certo un tipo che sta sulle sue. È quindi matematico che ovunque vada faccia conoscenza con qualcuno.

Pochi giorni fa, al mare sotto l’ombrellone, inizio a chiacchierare con un signore. Lui mi dice cosa fa nella vita, io gli dico cosa faccio nella vita. Gli racconto di Very Personal Consulting e di come il mondo sport e quello azienda, mondi nei quali lavoriamo offrendo servizi di consulenza, training e coaching, abbiano delle similitudini e, in alcuni casi, anche delle dinamiche assolutamente identiche.

Ad un certo punto la domanda: ” secondo la tua esperienza, chi è un campione? Chi è uno da nazionale?” Il parallelismo sport/azienda era sottinteso.

La mia risposta la seguente:

“Credo che, a volte, si faccia un errore incredibile nell’identificazione di un campione, uno da nazionale, insomma uno che rientra nei pochi eletti, nell’élite. Si guarda un atleta con grandi doti tecniche e un ottimo potenziale fisico e lo si identifica nel campione di turno. La realtà è che un campione, un atleta da nazionale, non deve avere solo quelle caratteristiche. Deve anche rispettare regole e valori dello stare in team. Alcuni atleti pensano di dover entrare nell’élite per meriti fisici e tecnici. La realtà è che se non metti a disposizione i tuoi talenti e le tue capacità per il gruppo, se pensi a te, se non rispetti i colori della maglia che indossi, se i tuoi comportamenti inquinano l’ambiente nel quale stai, non sei un campione. Puoi fare 2 gol a partita, 30 punti a gara, ma la realtà è che se ti comporti così, non riuscirai mai a fare del tuo meglio. I gol sarebbero potuti essere 3, i punti 35 e inoltre gli altri non riusciranno mai ad essere nelle condizioni per esprimere il loro meglio. Quindi un campione è uno che ha doti si, fisiche e tecniche, ma che segue anche le regole, il codice etico e i valori del lavorare in team. Questo nello sport come in azienda”.

Infine, a tutti quelli che pensano di essere dei campioni, ma alla fine non vengono scelti, che spesso vengono isolati e che sistematicamente dicono – “sono tutti contro di me” – “Sono tutti dei coxxxoni” – ricordo che una volta, in autostrada, un tizio insultava gli automobilisti urlando: “ma guarda tutti questi coxxxoni in contromano” … Forse forse, l’unico che va in contromano sei tu!

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Fabrizio Rotta

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