Spesso si pensa che le capacità delle persone sono proporzionali alle informazioni che possono condividere con noi; che più dati si hanno, meglio si sceglie. Libri, persone esperte, consulenti, corsi, amici. Si cercano consigli e li si segue pensando che sarà quello il modo per trovar più facilmente la strada giusta.

Per certi versi è sicuramente vero, la conoscenza apre a scelte più consapevoli, ma spesso può diventare anche una gabbia, un labirinto da cui non è semplice uscire e capire quale sia la soluzione giusta in quel momento.

Capita che prima di muoversi verso la direzione desiderata si pensi di dover “imparare a far le cose meglio”, “far ancora un po’ di esercizi……per diventar un po’ più bravi”, ma il solo risultato che si ottiene è la procrastinazione di un momento che forse fa anche un po’ paura.

E il tempo passa,  il momento passa,  tutto si muove , salvo noi che restiamo perennemente nella preparazione, in attesa del momento giusto.

image1La necessità di essere a conoscenza di tutte le informazioni prima di fare il primo passo limita la visuale e le opzioni disponibili che sono molte di piu’. Infatti spesso ci si accorge che, solo dopo aver compiuto le prime azioni verso la direzione tante volte immaginata e finalmente scelta, potranno arrivare le risposte utili al proseguimento dell’azione intrapresa.

E quando si supera quel blocco, e si sposta l’attenzione dal controllo della situazione e dalle informazioni che arrivano “dal passato” per focalizzarsi su quelle nuove che si raccolgono dall’ambiente, si scopre che queste ultime sono quelle preziose da recepire per potersi nuovamente muovere verso ulteriori consapevolezze.

In realta’ ci vuole soprattutto fiducia in se stessi e se avete anche un buon metodo allora la strada sara’ sempre piu’ chiara davanti a voi. Per avere una marcia in piu’ ed accellerare ulteriormente il percorso potete sempre rivolgervi ad un coach professionista, che nel caso di Very Personal Consulting vi accompagnera’ giusto il tempo necessario a prendere consapevolezza dei nuovi strumenti acquisiti per poi procedere tranquilli e spediti per la vostra strada.

Elemento essenziale e’ ridurre il “rumore di fondo” fatto d’informazioni e suggerimenti che arrivano dall’esterno e mettere in stand-by quella vocina interna che spesso ci limita ed ingabbia in un passato che seppur prezioso,  puo’ essere temporaneamente abbandonato, per poterci consentire di migliorare ed andare avanti.

Per fare questo con maggiore facilita’ vi do il mio consiglio personale, che con me funziona sempre.

Io considero il passato come una splendida e fornitissima libreria dove andare a consultare e  rileggere alcuni momenti del mio vissuto. Quando sono in una situazione nella quale il passato torna a fare capolino, mi fermo 5 minuti e torno indietro con la mente a quei giorni, ore o situazioni che la mia mente riporta a galla e le circoscrivo esattamente ad allora.

Dopo di che recupero la situazione e la colloco temporalmente ad oggi, esattamente qui nel mio presente e mi rendo conto di come con il passare del tempo cambia anche la percezione di quel momento e dello stato d’animo che esso portava con se ma che oggi non puo’ piu’ essere quello di una volta perche’ nel frattempo io sono cambiato e ho fortunatamente acquisito nuovi strumenti per poter “rileggere” e dare eventualemente nuovi significati agli eventi.

Fatto cio’ richiudo virtualmenete la porta della libreria per concentrarmi sul presente, facendo il possibile  per vivere a pieno ed al meglio l’esperienza che ho di fronte a me e non sempre ci riesco al 100%.

Forse ogni tanto un po’ di tempo ben speso ad immaginarsi come si vuol organizzare le cose, la propria vita e credere che questo sia possibile e’ utile.

Spegnere gli accessi, sconnettersi e ascoltare…… Ascoltare chi?

Beh… se stessi.