Rischiare: la componente fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi aziendali e personali.

Sentiamo spesso tante frasi fatte. Le ripetiamo senza però capirne esattamente il senso. Senza contestualizzarle alle situazioni della vita di tutti i gironi.     Ad esempio: ”Chi non risica non rosica”. Una frase che, a mio parere, rispecchia quello che a volte succede, o non succede, in alcune realtà aziendali.

La mia carriera è iniziata 10 anni fa aiutando le aziende a sviluppare il loro business attraverso strategie di marketing e comunicazione, per poi fondare Very Personal Consulting e dedicarmi anche allo sviluppo, la guida e l’implementazione dei talenti delle persone che compongono un’organizzazione. Negli ultimi anni ho notato che è in aumento la percentuale di vecchi e giovani imprenditori meno propensi al rischio. Le motivazioni possono essere svariate:

– La paura derivata dall’attuale situazione economica, che ci porta a ragionare come se poco o nulla fosse possibile in termini di sviluppo.

– L’ancoraggio ad approcci di gestione del rischio legati a mercati passati.

– La mancanza di Vision.

Sono fermamente convinto che il rischio di impresa sia una componente fondamentale per raggiungere gli obiettivi desiderati.

Mi rendo conto giorno dopo giorno che la tendenza invece, è quella del non voler rischiare risorse. Che sia denaro, tempo, persone, la propensione è quella del non rischiare. Eppure, anche chi di gestione aziendale ne sa poco, dovrebbe sapere che il RISK MANAGEMENT è un approccio assolutamente necessario per sviluppare la propria idea imprenditoriale. Questo logicamente non vuol dire rischiare tutto e senza logica. Bisogna analizzare per bene i rischi e il possibile impatto che essi potrebbero avere sulla nostra attività.

Very Personal Consulting Risk_Reward

Negli anni anche il Risk Management ha avuto la sua evoluzione. Infatti passiamo da un tipo di approccio tradizionale ad uno moderno.

APPROCCIO TRADIZIONALE Vs APPROCCIO MODERNO
Rischio come caso a sé Vs Rischio contemplato nella strategia aziendale
Attenzione a tutti i rischi analizzati Vs Scala di priorità dei rischi
Rischi senza responsabili Vs Responsabilità del rischio definite
Quantificazione casuale del rischio Vs Monitoraggio e misurazione
Rischio che non rientrava nelle mie responsabilità Vs Ownership del rischio legata all’ownership degli obiettivi

Prima di soffermarmi sull’ultimo punto, vorrei evidenziare le possibili azioni da intraprendere a fronte di un rischio aziendale. A seguito della valutazione del rischio – che possiamo tranquillamente calcolare con una matrice probabilità-impatto dove la probabilità è la possibilità con la quale possa verificarsi l’evento rischioso, mentre l’impatto è la conseguenza che quell’evento rischioso può portare alla nostra organizzazione – le azioni che possiamo intraprendere sono le seguenti:

  • Non assunzione del rischio: rinuncia ad assumere un determinato rischio.
  • Prevenzione: influenza sulla probabilità degli scenari sfavorevoli e favorevoli.
  • Protezione: riduzione delle perdite negli scenari più sfavorevoli.
  • Assicurazione: assunzione di una copertura assicurativa che trasferisca il rischio ad altri soggetti.
  • Ritenzione: assunzione di un rischio senza adottare alcuna esplicita misura di gestione dello stesso.

Capita che alcuni imprenditori o liberi professionisti abbiano la tendenza di “non assumersi il rischio” indistintamente dall’analisi di probabilità-impatto, che in casi di start-up, micro imprese e PMI non è effettuata.

Si procede a “sentiment” e nella logica che “è meglio non rischiare”.

Detto questo, se sei un imprenditore/libero professionista sappi che senza rischio non puoi crescere. Il rischio è quello che ti porta agli obiettivi prefissati. Soprattutto in un mercato come quello di oggi.

Penso che la tabella sopra indicata e nello specifico l’ultimo punto dell’approccio moderno, rispecchi esattamente il detto “chi non risica non rosica”.

Parliamo di Ownership del rischio legata all’Ownership degli obiettivi, ovvero lo stretto legame tra responsabilità dei rischi e responsabilità dei miei obiettivi.

Ho la responsabilità di dover raggiungere un determinato obiettivo mi assumo la responsabilità dei rischi ad esso connessi.

Quindi la prima cosa da chiedersi è: Qual è il mio obiettivo? Quando l’obiettivo è ben chiaro allora è più facile correre i rischi correlati. Non posso pensare di non rischiare nulla e raggiungere obiettivi di fatturato, immagine, sviluppo, ecc.

paracadute fly Very personal consulting

Credo che questa sia anche la metafora della vita. Pensaci bene! I rischi che cosa sono? Sono delle azioni e le azioni ci portano a dei risultati. Se non compiamo delle azioni, cioè non rischiamo, sarà pressoché impossibile raggiungere quello che desideriamo. Raggiungeremo dei risultati, ma i risultati non sono obbligatoriamente degli obiettivi. I risultati sono il raggiungimento di qualcosa che non per forza è quello che vogliamo!

C’è anche un passaggio prima. Prima delle azioni ci sono le idee. Il rischiare o no, l’intraprendere o meno un’azione è conseguenza di ciò che pensiamo. Quindi se la nostra idea sarà quella di “non assumersi il rischio”, del “stiamo a vedere come va”, “tanto il mercato è in crisi”, “ma io non sono bravo abbastanza”, “i miei dipendenti sono solo lavativi”, di sicuro, le azione che faremo, i rischi che prenderemo, ci porteranno ai risultati che non vogliamo.

Il mio consiglio è quindi quello di:

  • cambiare le tue idee se vuoi ottenere risultati diversi
  • fissare sempre i tuoi obiettivi in maniera ben formata.

Fissare un obiettivo ben formato non è certo sempre cosa facile. Per questo, noi di Very Personal Consulting ti facciamo un regalo.

Un’audio coaching che potrà di sicuro aiutarti e darti degli ottimi spunti per strutturare degli obiettivi ben formati, così che la prossima volta dovrai fare solo una cosa: RISCHIARE! Perché chi non risica, non rosica!

Fabrizio

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