CI SEI O CI FAI? Consigli pratici per mantenere alta l’autostima.

autostima_coaching[su_spacer size=”50″]

Un argomento sul quale si potrebbe scrivere la nuova Divina Commedia e sul quale possiamo trovare una marea di materiale è di certo quello dell’autostima. Molto spesso cerchiamo testi, iBook, video, webinar, seminar, e tutto quello che finisce per inar, per scoprire come aumentare la nostra autostima.

E quando invece l’aumento non riguarda la nostra di autostima? E se invece noi dovessimo essere nelle condizioni di dover attuare tutte le tecniche e le strategie giuste per aumentare l’autostima di qualcuno? 

Ad esempio, se tu fossi un genitore avresti il compito di aumentare l’autostima di qualcuno? Beh, certo che si. Quella dei tuoi figli. La stessa cosa vale per un responsabile d’azienda o un imprenditore che, di sicuro, ha bisogno di aumentare l’autostima, o per lo meno non distruggerla, dei propri collaboratori. Lo stesso vale per un coach di una squadra di un qualsiasi sport.

A volte capita che, invece di aumentare l’autostima degli altri, la si demolisca. Giorno dopo giorno. Molto spesso senza neanche accorgercene. Pensiamo che quel figlio, quel collaboratore, quel giocatore abbia l’autostima sotto i piedi perché “è fatto così”, “è una questione caratteriale”. Sai cosa c’è? Non è assolutamente così. L’autostima non è una questione di DNA. Se anche una sola volta nella vita hai detto una frase simile a quelle virgolettate, ti dico una cosa: “SEI STUPIDO!”  Si! Hai capito bene!  “SEI STUPIDO!”

“Ma davvero Fabrizio mi stai dando dello stupido?!!!!?!!!!!!?”

Ma no, assolutamente no. 🙂

Voglio solo farti capire, come prima cosa, proprio questo. Il dire ad una persona “SEI STUPIDO/CRETINO/IMBECILLE/COG…” (ok mi fermo qua), significa colpire in pieno la sua IDENTITÀ. L’identità è una cosa fortissima. L’identità è quella cosa che risponde alla domanda “chi sono io?”. Capisci bene che così, stai entrando a gamba tesa da dietro sull’identità della persona. Fallaccio da cartellino rosso. L’autostima della persona, soprattuto se tu hai un ruolo di leadership molto accentuato, si abbassa vertiginosamente. Non è il “sei stupido” detto una volta. È la ripetizione di colpi e di falli a gamba tesa. Colpi costanti e puntuali nel tempo. 

“Si va be’ Fabrizio, ma quello è proprio uno stupido. Non capisce niente! Cosa gli devo dire? – oh come sei bravo! – anche se ha fatto una stupidata immensa?”

Assolutamente no! 

La prima cosa che farei e che faccio, è di chiedermi: “qual è il mio obiettivo? Avere cura di non ledere l’autostima della persona o francamente non me ne può fregar di meno?” 

Risposta numero 2. Benissimo! Allora in questo caso entro a gamba tesa, con calcio volante e mossa spacca schiena alla Hulk Hogan dei tempi d’oro. 

Se invece la risposta è la prima, mi aggancio ad una cosa anticipata poche righe fa, ovvero il fatto che la persona non è stupida, ma ha fatto una stupidata. 

In questo caso si sposta totalmente l’attenzione sul comportamento anziché sull’identità. Questo per l’autostima è una manna dal cielo. 

Pensaci bene. Se SEI STUPIDO, non c’è speranza. Cavolo sei così!!! Se hai fatto una stupidata, allora, vuol dire che la prossima volta puoi fare bene. 

Ora riportalo a tutti gli ambiti della vita. E dimmi come ti suonano queste frasi: 

CON TUO FIGLIO

“Sei scemo?!!!!” —–> “Non fare lo scemo”.

CON UN GIOCATORE

“Sei egoista”——> “Hai la tendenza a giocare da solo”.

CON UN COLLABORATORE 

“Sei poco professionale” —-> “Hai avuto un comportamento poco professionale”.

Potrei continuare per ore. 

Riassumendo, quando dobbiamo dare feedback negativo e vogliamo mantenere l’autostima della persona, è sempre cosa buona e giusta focalizzarsi sul comportamento.

Logicamente, la nostra vita non è mica piena di persone che sbagliano. Quindi, quando dobbiamo dare feedback positivo, cosa possiamo fare di diverso? In questo caso è molto buono andare sull’identità, così da rinforzarla. 

Ad esempio:

CON TUO FIGLIO

Sei molto bravo a disegnare

CON UN GIOCATORE

Sei forte sulla fascia

CON UN COLLABORATORE

Sei particolarmente efficace nelle riunioni di brainstorming. Complimenti! 

Per concludere, ricordiamoci che quando vogliamo dare feedback negativo, entrare in modalità “le persone non sono il loro comportamento”, ci aiuta a mantenere, aumentare e non distruggere la loro autostima.

Ah! Dimenticavo. La stessa cosa vale con la persona che più frequenti nella tua vita. Tu! Parlati bene! E sarai stupito di come inizierai a sentirti meglio.

Fabrizio Rotta.

[su_spacer size=”50″]