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Lo stress, cattivo consigliere

In qualsiasi ambito lavorativo siamo obbligati a ritmi frenetici, risposte immediate ed una elevata mole di attività da gestire. È un dato di fatto ed è difficile sostenere il contrario. Tutto va gestito con la massima attenzione, accuratezza ed energia possibile.

Lo stile di vita nel quale siamo immersi è spesso nocivo per il nostro benessere psicofisico. Provoca stress e tensioni che, se sottovalutate, rischiano di causare problemi anche seri. 

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato come lo stress sia una delle cause principali che depotenziano il sistema immunitario dell’organismo, esponendolo più facilmente a malattie che normalmente vengono contrastate dal sistema immunitario stesso.

Una ricerca effettuata nel 2007 dall’European Agency for Safety and Health at Work suggerisce che i costi complessivi per i datori di lavoro britannici causati da stress ammontano a € 1200 per dipendente all’anno. Di questi € 400 (32,4%) sono dovuti ad assenteismo, € 710 (58,4%) a presenteismo e € 105 (9,2%) al turnover del personale.

Evidenti sono le perdite di produttività e fatturato che ne conseguono.

Ma cos’è esattamente lo stress? Questa la definizione data dal medico e campione di Apnea Mike Maric.

“Lo stress è la risposta biochimica con cui il nostro organismo, producendo l’ormone chiamato cortisolo, risponde a uno stimolo più o meno violento di diversa natura ed entità (microbica, tossica, fisica, termica, traumatica, chimica, emozionale).”

E’ importante però precisare che esistono due forme di stress: uno positivo, chiamato eustress, che ci fa «sentire le farfalle nello stomaco» e generalmente è uno stress buono, sano, performante; e uno stress negativo o distress, che invece risulta essere distruttivo.

Lo stress così detto buono (positivo) ci prepara ad ottenere una performance eccellente nell’attività che ci accingiamo a fare. Riguardo quello cattivo (negativo) invece bisogna assolutamente correre ai ripari. Se nel primo caso la nostra biologia ci viene in aiuto, nel secondo non è ancora pronta per stare al passo con i ritmi frenetici dei tempi moderni.

Infatti l’iperproduzione dell’ormone cortisolo, oltre ad abbassare i livelli del sistema immunitario e alterare il metabolismo basale, ha effetti dannosi anche sulla nostra mente e sulla nostra capacità di socializzare; nello specifico:

rallenta la capacità di memorizzazione e di concentrazione

influenza negativamente la gestione dei rapporti interpersonali

altera la propria emotività

 

È facilmente immaginabile come questi effetti possano portare a conseguenze negative per ciò che concerne la nostra vita lavorativa (e non) e per i risultati che vogliamo ottenere.

 

Quindi, che cosa può abbattere i livelli di distress?

 

 

 

La respirazione

L’atto più naturale che esista. Indispensabile per la sopravvivenza.

 

Se pensi che possiamo stare senza cibo per 15/20 giorni, senza acqua per circa 10 e senza respiro solo per pochi secondi, capisci quanto sia determinante la respirazione.

 

È appunto da questa meravigliosa funzione vitale che possiamo partire per praticare tecniche precise ed efficaci.

 

Come spiega Mike Maric nel libro La scienza del respiro: “Il respiro consapevole, così come viene chiamato nella tradizione yogica, è il primo passo per imparare ad ascoltare il proprio corpo, rimanere centrati su sé stessi, mantenere equilibrio e lucidità nei momenti difficili. La scienza ha recentemente descritto come la respirazione consapevole modula l’emozione, lo stato di eccitazione e lo stress: è stato infatti individuato un minuscolo gruppo di neuroni situato nella parte del tronco encefalico che controlla la respirazione e comunica direttamente con una struttura cerebrale coinvolta nelle risposte allo stress. La scoperta è di un gruppo di ricercatori della Stanford University, i quali hanno firmato una straordinaria ricerca pubblicata su Science che indubbiamente apre le porte allo sviluppo di nuove terapie contro gli attacchi di panico e altri disturbi legati a stati di stress.”

Quali tecniche utilizzare per fare prevenzione?

Le tecniche di respirazione sono tra le pratiche più efficaci. Anche noi di Very Personal Consulting le utilizziamo su noi stessi, con gli sportivi e con i manager con i quali lavoriamo in consulenza e coaching. Esse permettono di far fronte agli eventi più stressanti della propria vita e del proprio lavoro e di utilizzare al meglio le potenzialità del corpo e della mente.

Anche questa volta la responsabilità per gestire al meglio lo stress è nelle nostre mani.

Non ci resta che iniziare a introdurre questa utile pratica per migliorare le nostre performance, rafforzare il nostro corpo e la nostra mente e trovare così il tanto desiderato equilibrio psico-fisico.

Oggi, sempre di più nel mondo Corporate, sono tante le aziende che attuano programmi specifici per incentivare la salute e il benessere dei dipendenti e i dati confermano l’efficacia di tali iniziative: maggiore produttività, calo di assenteismo, riduzione dei costi sanitari, soddisfazione dei lavoratori.