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Ruolo vs personalità in azienda e nella vita

Nel lavoro così come nella vita di tutti i giorni, abbiamo l’abitudine di reagire istintivamente agli stimoli esterni lasciandoci travolgere dalle emozioni, spesso senza esserne completamente consapevoli.

Può capitare a tutti di alzare la voce con un collaboratore, rispondere senza riflettere, evitare il confronto con chi la pensa diversamente o, ancora, evitare di esprimere un’opinione perché preoccupati di innescare un conflitto. 

La principale conseguenza?


I rapporti all’interno del team si incrinano, il rendimento lavorativo cala e nel tempo lo stress si accumula.

Invece la figura del manager dovrebbe trasmettere calma e saper organizzare al meglio le attività dei propri collaboratori spronandoli con una comunicazione efficace e comportamenti utili al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Nessuno di noi può essere completamente razionale ma la gestione delle proprie emozioni e quindi l’atteggiamento e le reazioni ad alcune situazioni sensibili e delicate, sono questione di focus ed allenamento.

 

Come determinare allora il comportamento più utile in una particolare circostanza?

Per rispondere a questa domanda occorre partire dalla distinzione tra ruolo e personalità:

  • il ruolo come ci insegnano le “Job Description”, prevede mansioni specifiche, responsabilità e comportamenti utili ad ottenere risultati di qualità.
  • la personalità, ha un vissuto emotivo, abitudini e schemi di pensiero, pregiudizi e regole del tutto personali.

 

All’interno di un’azienda quale comportamento è giusto adottare? 

Per comprendere meglio come agire con efficacia partiamo da due elementi fondamentali, ruolo ed obiettivo. 

In base al tuo ruolo e al tuo obiettivo, qual è l’azione e la modalità più efficace da mettere in pratica ora?

La consapevolezza è il primo step verso il cambiamento. Segue poi un accurato lavoro di focalizzazione su quale sia la migliore strategia da attuare.

Comprendere il proprio ruolo ed entrarci totalmente è come indossare vesti nuove, come entrare nei panni di un super eroe, a volte anche un monaco zen, che appare sulla scena con la sua perfetta armatura, i super poteri attivati per raggiungere il suo obiettivo in modo più efficace e con meno dispendio di energie.

Se nel proprio ruolo aziendale è prevista la gestione di un team, imparare a controllare le emozioni sarà fondamentale, così come strutturare una strategia di feedback, perché migliorare il dialogo con lo staff senza ledere l’autostima, generando motivazione e responsabilità, è un passo notevole.

Quando invece si lavora in amministrazione e contabilità tra le mansioni c’è sicuramente quella di confronto con i diversi dipartimenti dell’azienda e molto probabilmente anche con i clienti finali, quindi comunicare efficacemente, aiuterà a non sprecare energie e soprattutto a svolgere il compito assegnato in modo più che soddisfacente.

Non sono necessari profondi o repentini stravolgimenti, è importante lavorare per rafforzare nel tempo la comprensione del proprio ruolo e fare i necessari cambiamenti. Per crescere e migliorare serve acquisire consapevolezza delle proprie capacità, allenarle e ricollocarci in una nuova dimensione.