
Il conflitto tra performance e benessere è una scorciatoia culturale
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Il conflitto tra performance e benessere è una scorciatoia culturale
Il conflitto tra performance e benessere è una scorciatoia culturale
In molte organizzazioni il tema viene ancora posto così: o la performance, o il benessere.
Come se fossero due forze opposte.
Come se prendersi cura delle persone significasse, inevitabilmente, rallentare.
Questa contrapposizione è una scorciatoia culturale.
Semplifica un problema complesso e lo rende gestibile a parole, ma non nella realtà del lavoro.
Perché il benessere non è un “di più”.
E non è nemmeno un costo da giustificare quando i risultati lo permettono.
È una condizione strutturale che incide direttamente su come il lavoro viene svolto.
In molte organizzazioni il tema viene ancora posto così: o la performance, o il benessere.
Come se fossero due forze opposte.
Come se prendersi cura delle persone significasse, inevitabilmente, rallentare.
Questa contrapposizione è una scorciatoia culturale.
Semplifica un problema complesso e lo rende gestibile a parole, ma non nella realtà del lavoro.
Perché il benessere non è un “di più”.
E non è nemmeno un costo da giustificare quando i risultati lo permettono.
È una condizione strutturale che incide direttamente su come il lavoro viene svolto.
In molte organizzazioni il tema viene ancora posto così: o la performance, o il benessere.
Come se fossero due forze opposte.
Come se prendersi cura delle persone significasse, inevitabilmente, rallentare.
Questa contrapposizione è una scorciatoia culturale.
Semplifica un problema complesso e lo rende gestibile a parole, ma non nella realtà del lavoro.
Perché il benessere non è un “di più”.
E non è nemmeno un costo da giustificare quando i risultati lo permettono.
È una condizione strutturale che incide direttamente su come il lavoro viene svolto.
Il benessere non è un’iniziativa HR
Il benessere non è un’iniziativa HR
Uno degli errori più comuni è trattare il benessere come un insieme di iniziative: welfare, convenzioni, programmi di supporto, momenti di ascolto.
Tutto utile. Ma tutto insufficiente, se il sistema resta invariato.
Il benessere non vive nei progetti HR.
Vive nel modo in cui sono progettati obiettivi, ruoli, processi decisionali, carichi di lavoro.
Quando questi elementi sono incoerenti, nessuna iniziativa può compensare.
Quando sono allineati, il benessere non ha bisogno di essere “aggiunto”: emerge.
Uno degli errori più comuni è trattare il benessere come un insieme di iniziative: welfare, convenzioni, programmi di supporto, momenti di ascolto.
Tutto utile. Ma tutto insufficiente, se il sistema resta invariato.
Il benessere non vive nei progetti HR.
Vive nel modo in cui sono progettati obiettivi, ruoli, processi decisionali, carichi di lavoro.
Quando questi elementi sono incoerenti, nessuna iniziativa può compensare.
Quando sono allineati, il benessere non ha bisogno di essere “aggiunto”: emerge.
La produttività sostenibile nasce da chiarezza, autonomia, fiducia
La produttività sostenibile nasce da chiarezza, autonomia, fiducia
Le organizzazioni che funzionano nel tempo non sono quelle che chiedono di più.
Sono quelle che rendono il lavoro possibile.
La produttività sostenibile non nasce dalla pressione costante, ma da tre condizioni spesso sottovalutate:
Chiarezza, su priorità, aspettative, responsabilità
Autonomia, intesa come spazio reale di decisione, non come slogan
Fiducia, nei processi prima ancora che nelle persone
Senza queste condizioni, l’energia si disperde.
Si lavora tanto, ma male.
Si corre, ma senza direzione.
E il benessere viene letto come il problema, invece che come il segnale.
Se il lavoro non è più un “posto da occupare”, cosa dà ancora appartenenza a una persona?
I dati mostrano che le leve non sono saturate da benefit materiali o da routine formali: è l’esperienza condivisa di senso a definire l’attaccamento all’organizzazione.
Secondo il medesimo report Randstad, quasi 9 lavoratori su 10 ritengono che un senso condiviso di comunità migliori benessere e rendimento. Un indicatore forte che il lavoro “come luogo” conta meno del come ci si sente parte di un progetto collettivo.
Per gli HR, questa evidenza trasforma un imperativo culturale in una priorità strategica: non si tratta soltanto di implementare modelli organizzativi flessibili, ma di costruire spazi organizzativi che generino significato condiviso.
KPI sbagliati producono comportamenti disfunzionali
KPI sbagliati producono comportamenti disfunzionali
Ogni organizzazione ottiene esattamente i comportamenti che misura.
KPI mal progettati o letti in modo rigido spingono le persone a ottimizzare il numero, non il risultato.
A proteggersi, anziché collaborare. A scegliere il breve termine, anche quando danneggia il sistema.
In questi contesti, parlare di benessere sembra fuori luogo. In realtà, è proprio lì che il benessere viene eroso: non per mancanza di iniziative, ma per incoerenza tra ciò che si chiede e ciò che si premia.
Ogni organizzazione ottiene esattamente i comportamenti che misura.
KPI mal progettati o letti in modo rigido spingono le persone a ottimizzare il numero, non il risultato.
A proteggersi, anziché collaborare. A scegliere il breve termine, anche quando danneggia il sistema.
In questi contesti, parlare di benessere sembra fuori luogo. In realtà, è proprio lì che il benessere viene eroso: non per mancanza di iniziative, ma per incoerenza tra ciò che si chiede e ciò che si premia.
Le domande che servono davvero
Le domande che servono davvero
Cosa misuriamo davvero quando parliamo di produttività? Il valore creato, o solo l’attività svolta?
E quali pratiche HR, pur nate con le migliori intenzioni, finiscono per distruggere benessere e performance allo stesso tempo, senza che ce ne accorgiamo?
Forse il punto non è scegliere tra benessere e risultati. Ma smettere di trattarli come dimensioni separate.
Perché quando il sistema è progettato male, soffrono entrambi.
Ti consigliamo alcune risorse utili per approfondire questi temi:
Professional Heartbreak: quando il lavoro smette di somigliarti La crisi dell’engagement
Cosa misuriamo davvero quando parliamo di produttività? Il valore creato, o solo l’attività svolta?
E quali pratiche HR, pur nate con le migliori intenzioni, finiscono per distruggere benessere e performance allo stesso tempo, senza che ce ne accorgiamo?
Forse il punto non è scegliere tra benessere e risultati. Ma smettere di trattarli come dimensioni separate.
Perché quando il sistema è progettato male, soffrono entrambi.
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