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“People centric” è una buzzword finché non diventa una scelta scomoda.

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“People centric” è una buzzword finché non diventa una scelta scomoda.

“People centric” è una buzzword finché non diventa una scelta scomoda.

Negli ultimi anni “people centric” è diventato un termine onnipresente.

Compare nelle presentazioni strategiche, nei valori aziendali, nelle job description.

È una parola che suona bene, rassicura, mette tutti d’accordo.


Proprio per questo, spesso non dice nulla.


Perché finché restiamo sul piano delle dichiarazioni, mettere al centro le persone è una scelta facile.


Diventa interessante, e scomodo, solo quando quel principio entra nelle decisioni organizzative

quotidiane.


È lì che il linguaggio valoriale smette di essere una promessa e inizia a chiedere coerenza.


Negli ultimi anni “people centric” è diventato un termine onnipresente.

Compare nelle presentazioni strategiche, nei valori aziendali, nelle job description.

È una parola che suona bene, rassicura, mette tutti d’accordo.


Proprio per questo, spesso non dice nulla.


Perché finché restiamo sul piano delle dichiarazioni, mettere al centro le persone è una scelta facile.


Diventa interessante, e scomodo, solo quando quel principio entra nelle decisioni organizzative

quotidiane.


È lì che il linguaggio valoriale smette di essere una promessa e inizia a chiedere coerenza.


Negli ultimi anni “people centric” è diventato un termine onnipresente.

Compare nelle presentazioni strategiche, nei valori aziendali, nelle job description.

È una parola che suona bene, rassicura, mette tutti d’accordo.


Proprio per questo, spesso non dice nulla.


Perché finché restiamo sul piano delle dichiarazioni, mettere al centro le persone è una scelta facile.


Diventa interessante, e scomodo, solo quando quel principio entra nelle decisioni organizzative

quotidiane.


È lì che il linguaggio valoriale smette di essere una promessa e inizia a chiedere coerenza.


Dal linguaggio ai fatti: quando i valori diventano decisioni

Dal linguaggio ai fatti: quando i valori diventano decisioni

Tradurre un approccio people centric in scelte concrete significa accettare una cosa semplice e difficile allo stesso tempo: non basta dire “le persone contano”, bisogna cambiare come il lavoro viene progettato.


Significa interrogarsi su decisioni che raramente vengono lette come “culturali”, ma che lo sono a tutti gli effetti:


  • come vengono definiti ruoli e responsabilità

  • come si distribuiscono carichi, priorità e tempi

  • come si misurano performance e risultati

  • come si gestiscono ambiguità, conflitti, cambiamenti continui


È in questi punti che l’organizzazione rivela se le persone sono davvero al centro o solo al centro del racconto.


Tradurre un approccio people centric in scelte concrete significa accettare una cosa semplice e difficile allo stesso tempo: non basta dire “le persone contano”, bisogna cambiare come il lavoro viene progettato.


Significa interrogarsi su decisioni che raramente vengono lette come “culturali”, ma che lo sono a tutti gli effetti:


  • come vengono definiti ruoli e responsabilità

  • come si distribuiscono carichi, priorità e tempi

  • come si misurano performance e risultati

  • come si gestiscono ambiguità, conflitti, cambiamenti continui


È in questi punti che l’organizzazione rivela se le persone sono davvero al centro o solo al centro del racconto.


Mettere al centro le persone non significa accontentarle

Mettere al centro le persone non significa accontentarle

Uno degli equivoci più diffusi è confondere l’approccio people centric con l’idea di assecondare ogni esigenza individuale.


Non è così.


Mettere le persone al centro non significa semplificare tutto, né rendere il lavoro “comodo”. Significa renderlo comprensibile, sostenibile, abitabile.


Un’organizzazione people centric non elimina la complessità.

La rende lavorabile.


Il punto, infatti, non è ridurre le richieste, ma allinearle. Non è togliere pressione, ma darle una direzione.


“Lavorabile” significa:


  • obiettivi chiari, anche quando sono sfidanti

  • ruoli definiti, anche quando evolvono

  • aspettative esplicite, anche quando sono alte

  • spazi di confronto, soprattutto quando le risposte non sono pronte


Quando questo non accade, il problema non è la motivazione delle persone.

È il modo in cui il lavoro è stato progettato.


Se il lavoro non è più un “posto da occupare”, cosa dà ancora appartenenza a una persona?


I dati mostrano che le leve non sono saturate da benefit materiali o da routine formali: è l’esperienza condivisa di senso a definire l’attaccamento all’organizzazione


Secondo il medesimo report Randstad, quasi 9 lavoratori su 10 ritengono che un senso condiviso di comunità migliori benessere e rendimento. Un indicatore forte che il lavoro “come luogo” conta meno del come ci si sente parte di un progetto collettivo.  


Per gli HR, questa evidenza trasforma un imperativo culturale in una priorità strategica: non si tratta soltanto di implementare modelli organizzativi flessibili, ma di costruire spazi organizzativi che generino significato condiviso


Le incoerenze organizzative sono il vero problema culturale

Le incoerenze organizzative sono il vero problema culturale

Molte aziende parlano di cultura come se fosse un insieme di atteggiamenti individuali. In realtà, la cultura si manifesta soprattutto nelle incoerenze.


Succede quando:


  • si chiede autonomia ma si controlla ogni decisione

  • si parla di collaborazione ma si premiano solo risultati individuali

  • si invoca flessibilità ma si mantengono strutture rigide

  • si chiede responsabilità senza dare margine di scelta


Queste incoerenze non sono dettagli operativi.

Sono messaggi potenti, che le persone leggono molto più dei valori scritti.


Ed è lì che il “people centric” si gioca davvero.


Le domande che contano

Le domande che contano

In quali decisioni aziendali le persone non sono davvero al centro?

E cosa cambierebbe se lo diventassero sul serio?


Non nelle dichiarazioni.

Non nei progetti una tantum.

Ma nelle scelte quotidiane che definiscono come si lavora, si decide, si cresce.


Forse è proprio qui che “people centric” smette di essere una buzzword e diventa, finalmente, una scelta organizzativa consapevole.


Ti consigliamo alcune risorse utili per approfondire questi temi:


Linguaggio e valore dei gesti

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