
Quando insegno, imparo.
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Hospitality
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Quando insegno, imparo.
Quando insegno, imparo.
Dopo tanti anni nell'hospitality e tante ore trascorse in aula, c'è una cosa di cui sono sempre più convinta: una formazione riuscita non è quella in cui parla bene il trainer.
È quella in cui, a un certo punto, iniziano a parlare tutti.
C'è una frase che dico quasi sempre prima di iniziare una giornata di formazione:
“Io oggi non vi insegnerò nulla che non sappiate già.”
E ogni volta vedo davanti a me qualche sguardo stupito. A volte persino incredulo.
Poi spiego cosa intendo.
Le persone che ho davanti lavorano ogni giorno a contatto con ospiti, colleghi, problemi, richieste, imprevisti e decisioni.
Possiedono già un patrimonio enorme di esperienze e conoscenze.
Il mio compito non è semplicemente aggiungere teoria.
È aiutarle a riconoscere ciò che già sanno, collegare esperienze e concetti, far emergere nuove consapevolezze e trasformarle in strumenti concretamente utilizzabili nel lavoro quotidiano.
Ed è qui che, per me, comincia davvero la formazione.
Quando qualcuno fa una domanda.
Un'altra persona racconta una situazione realmente vissuta nel proprio reparto.
Qualcuno esprime un'opinione differente.
Un collega interviene, aggiunge un altro punto di vista e, quasi senza accorgersene, il gruppo comincia a confrontarsi.
È lì che la formazione cambia.
Non è più qualcuno che insegna e qualcun altro che ascolta.
Diventa uno spazio di confronto.
E spesso nasce un brainstorming incredibile.
In una stessa aula possono esserci persone con ruoli, responsabilità ed esperienze completamente diverse.
Front Office, Housekeeping, Food & Beverage, Sales, Reservations, Spa, Management.
Ognuno osserva il servizio e l'esperienza dell'ospite da una prospettiva differente.
Quando le persone si sentono libere di esprimersi, quelle prospettive iniziano a incontrarsi.
Emergono criticità che magari non erano mai state verbalizzate.
Soluzioni semplici a problemi che sembravano complessi.
Idee nate dall'esperienza quotidiana.
E soprattutto domande.
A volte sono proprio quelle domande a portare la discussione in una direzione che io stessa non avevo previsto.
Dopo tanti anni nell'hospitality e tante ore trascorse in aula, c'è una cosa di cui sono sempre più convinta: una formazione riuscita non è quella in cui parla bene il trainer.
È quella in cui, a un certo punto, iniziano a parlare tutti.
C'è una frase che dico quasi sempre prima di iniziare una giornata di formazione:
“Io oggi non vi insegnerò nulla che non sappiate già.”
E ogni volta vedo davanti a me qualche sguardo stupito. A volte persino incredulo.
Poi spiego cosa intendo.
Le persone che ho davanti lavorano ogni giorno a contatto con ospiti, colleghi, problemi, richieste, imprevisti e decisioni.
Possiedono già un patrimonio enorme di esperienze e conoscenze.
Il mio compito non è semplicemente aggiungere teoria.
È aiutarle a riconoscere ciò che già sanno, collegare esperienze e concetti, far emergere nuove consapevolezze e trasformarle in strumenti concretamente utilizzabili nel lavoro quotidiano.
Ed è qui che, per me, comincia davvero la formazione.
Quando qualcuno fa una domanda.
Un'altra persona racconta una situazione realmente vissuta nel proprio reparto.
Qualcuno esprime un'opinione differente.
Un collega interviene, aggiunge un altro punto di vista e, quasi senza accorgersene, il gruppo comincia a confrontarsi.
È lì che la formazione cambia.
Non è più qualcuno che insegna e qualcun altro che ascolta.
Diventa uno spazio di confronto.
E spesso nasce un brainstorming incredibile.
In una stessa aula possono esserci persone con ruoli, responsabilità ed esperienze completamente diverse.
Front Office, Housekeeping, Food & Beverage, Sales, Reservations, Spa, Management.
Ognuno osserva il servizio e l'esperienza dell'ospite da una prospettiva differente.
Quando le persone si sentono libere di esprimersi, quelle prospettive iniziano a incontrarsi.
Emergono criticità che magari non erano mai state verbalizzate.
Soluzioni semplici a problemi che sembravano complessi.
Idee nate dall'esperienza quotidiana.
E soprattutto domande.
A volte sono proprio quelle domande a portare la discussione in una direzione che io stessa non avevo previsto.
Dopo tanti anni nell'hospitality e tante ore trascorse in aula, c'è una cosa di cui sono sempre più convinta: una formazione riuscita non è quella in cui parla bene il trainer.
È quella in cui, a un certo punto, iniziano a parlare tutti.
C'è una frase che dico quasi sempre prima di iniziare una giornata di formazione:
“Io oggi non vi insegnerò nulla che non sappiate già.”
E ogni volta vedo davanti a me qualche sguardo stupito. A volte persino incredulo.
Poi spiego cosa intendo.
Le persone che ho davanti lavorano ogni giorno a contatto con ospiti, colleghi, problemi, richieste, imprevisti e decisioni.
Possiedono già un patrimonio enorme di esperienze e conoscenze.
Il mio compito non è semplicemente aggiungere teoria.
È aiutarle a riconoscere ciò che già sanno, collegare esperienze e concetti, far emergere nuove consapevolezze e trasformarle in strumenti concretamente utilizzabili nel lavoro quotidiano.
Ed è qui che, per me, comincia davvero la formazione.
Quando qualcuno fa una domanda.
Un'altra persona racconta una situazione realmente vissuta nel proprio reparto.
Qualcuno esprime un'opinione differente.
Un collega interviene, aggiunge un altro punto di vista e, quasi senza accorgersene, il gruppo comincia a confrontarsi.
È lì che la formazione cambia.
Non è più qualcuno che insegna e qualcun altro che ascolta.
Diventa uno spazio di confronto.
E spesso nasce un brainstorming incredibile.
In una stessa aula possono esserci persone con ruoli, responsabilità ed esperienze completamente diverse.
Front Office, Housekeeping, Food & Beverage, Sales, Reservations, Spa, Management.
Ognuno osserva il servizio e l'esperienza dell'ospite da una prospettiva differente.
Quando le persone si sentono libere di esprimersi, quelle prospettive iniziano a incontrarsi.
Emergono criticità che magari non erano mai state verbalizzate.
Soluzioni semplici a problemi che sembravano complessi.
Idee nate dall'esperienza quotidiana.
E soprattutto domande.
A volte sono proprio quelle domande a portare la discussione in una direzione che io stessa non avevo previsto.
Dopo tanti anni nell'hospitality e tante ore trascorse in aula, c'è una cosa di cui sono sempre più convinta: una formazione riuscita non è quella in cui parla bene il trainer.
È quella in cui, a un certo punto, iniziano a parlare tutti.
C'è una frase che dico quasi sempre prima di iniziare una giornata di formazione:
“Io oggi non vi insegnerò nulla che non sappiate già.”
E ogni volta vedo davanti a me qualche sguardo stupito. A volte persino incredulo.
Poi spiego cosa intendo.
Le persone che ho davanti lavorano ogni giorno a contatto con ospiti, colleghi, problemi, richieste, imprevisti e decisioni.
Possiedono già un patrimonio enorme di esperienze e conoscenze.
Il mio compito non è semplicemente aggiungere teoria.
È aiutarle a riconoscere ciò che già sanno, collegare esperienze e concetti, far emergere nuove consapevolezze e trasformarle in strumenti concretamente utilizzabili nel lavoro quotidiano.
Ed è qui che, per me, comincia davvero la formazione.
Quando qualcuno fa una domanda.
Un'altra persona racconta una situazione realmente vissuta nel proprio reparto.
Qualcuno esprime un'opinione differente.
Un collega interviene, aggiunge un altro punto di vista e, quasi senza accorgersene, il gruppo comincia a confrontarsi.
È lì che la formazione cambia.
Non è più qualcuno che insegna e qualcun altro che ascolta.
Diventa uno spazio di confronto.
E spesso nasce un brainstorming incredibile.
In una stessa aula possono esserci persone con ruoli, responsabilità ed esperienze completamente diverse.
Front Office, Housekeeping, Food & Beverage, Sales, Reservations, Spa, Management.
Ognuno osserva il servizio e l'esperienza dell'ospite da una prospettiva differente.
Quando le persone si sentono libere di esprimersi, quelle prospettive iniziano a incontrarsi.
Emergono criticità che magari non erano mai state verbalizzate.
Soluzioni semplici a problemi che sembravano complessi.
Idee nate dall'esperienza quotidiana.
E soprattutto domande.
A volte sono proprio quelle domande a portare la discussione in una direzione che io stessa non avevo previsto.
Listen. Share. Grow.
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Credo profondamente nel valore dell'esperienza di chi conduce una formazione.
Ma l'esperienza non dovrebbe mai trasformarsi nella convinzione di avere già tutte le risposte.
Ogni hotel è diverso.
Ogni Brand ha la propria identità.
Ogni team possiede dinamiche, competenze e vissuti differenti.
E chi vive quotidianamente il servizio detiene una conoscenza che nessun manuale può sostituire.
Per questo considero l'ascolto una parte essenziale della formazione.
Ascoltare permette di capire.
Il confronto permette di collegare.
Il brainstorming permette di far emergere.
La formazione può quindi trasformare tutto questo in consapevolezza e comportamento operativo.
Ed è proprio qui che accade qualcosa che continua ad affascinarmi anche dopo tanti anni:
mentre accompagno le persone a riconoscere ciò che è già dentro di loro, anch'io continuo a scoprire qualcosa che prima non conoscevo.
Un'esperienza.
Un punto di vista.
Una domanda che apre una prospettiva nuova.
Learning is a two-way experience.
Forse è proprio per questo che continuo ad amare così tanto la formazione.
Perché quando insegno, imparo.
Credo profondamente nel valore dell'esperienza di chi conduce una formazione.
Ma l'esperienza non dovrebbe mai trasformarsi nella convinzione di avere già tutte le risposte.
Ogni hotel è diverso.
Ogni Brand ha la propria identità.
Ogni team possiede dinamiche, competenze e vissuti differenti.
E chi vive quotidianamente il servizio detiene una conoscenza che nessun manuale può sostituire.
Per questo considero l'ascolto una parte essenziale della formazione.
Ascoltare permette di capire.
Il confronto permette di collegare.
Il brainstorming permette di far emergere.
La formazione può quindi trasformare tutto questo in consapevolezza e comportamento operativo.
Ed è proprio qui che accade qualcosa che continua ad affascinarmi anche dopo tanti anni:
mentre accompagno le persone a riconoscere ciò che è già dentro di loro, anch'io continuo a scoprire qualcosa che prima non conoscevo.
Un'esperienza.
Un punto di vista.
Una domanda che apre una prospettiva nuova.
Learning is a two-way experience.
Forse è proprio per questo che continuo ad amare così tanto la formazione.
Perché quando insegno, imparo.
Credo profondamente nel valore dell'esperienza di chi conduce una formazione.
Ma l'esperienza non dovrebbe mai trasformarsi nella convinzione di avere già tutte le risposte.
Ogni hotel è diverso.
Ogni Brand ha la propria identità.
Ogni team possiede dinamiche, competenze e vissuti differenti.
E chi vive quotidianamente il servizio detiene una conoscenza che nessun manuale può sostituire.
Per questo considero l'ascolto una parte essenziale della formazione.
Ascoltare permette di capire.
Il confronto permette di collegare.
Il brainstorming permette di far emergere.
La formazione può quindi trasformare tutto questo in consapevolezza e comportamento operativo.
Ed è proprio qui che accade qualcosa che continua ad affascinarmi anche dopo tanti anni:
mentre accompagno le persone a riconoscere ciò che è già dentro di loro, anch'io continuo a scoprire qualcosa che prima non conoscevo.
Un'esperienza.
Un punto di vista.
Una domanda che apre una prospettiva nuova.
Learning is a two-way experience.
Forse è proprio per questo che continuo ad amare così tanto la formazione.
Perché quando insegno, imparo.
Credo profondamente nel valore dell'esperienza di chi conduce una formazione.
Ma l'esperienza non dovrebbe mai trasformarsi nella convinzione di avere già tutte le risposte.
Ogni hotel è diverso.
Ogni Brand ha la propria identità.
Ogni team possiede dinamiche, competenze e vissuti differenti.
E chi vive quotidianamente il servizio detiene una conoscenza che nessun manuale può sostituire.
Per questo considero l'ascolto una parte essenziale della formazione.
Ascoltare permette di capire.
Il confronto permette di collegare.
Il brainstorming permette di far emergere.
La formazione può quindi trasformare tutto questo in consapevolezza e comportamento operativo.
Ed è proprio qui che accade qualcosa che continua ad affascinarmi anche dopo tanti anni:
mentre accompagno le persone a riconoscere ciò che è già dentro di loro, anch'io continuo a scoprire qualcosa che prima non conoscevo.
Un'esperienza.
Un punto di vista.
Una domanda che apre una prospettiva nuova.
Learning is a two-way experience.
Forse è proprio per questo che continuo ad amare così tanto la formazione.
Perché quando insegno, imparo.
Eleonora Giannini
Head of Luxury Training Area
Eleonora Giannini
Head of Luxury Training Area
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